domenica 26 settembre 2010

Un virus informatico nella centrale nucleare dell'Iran

Come aveva preannunciato il New York Time pare che la centrale nucleare in Iran sia stata infettata da un virus, adesso pare che ch l'ipotesi si stia facendo più concreta.Il virus in questione è stuxnet e pare che  lasci dietro di se informazioni, Vari avevano anche pronosticato il suo obiettivo: la centrale nucleare di Bushehr, in Iran. Ebbene, pare che avessero indovinato: l’impianto di produzione energetica iraniano è effettivamente sotto un pesante attacco informatico. Lo racconta addirittura il New York Times.
HOSTILE TAKEOVER – Stuxnet non è un comune virus: se le informazioni venissero confermate, saremmo davanti a un programma in grado di prendere il controllo di un impianto industriale complesso come una centrale nucleare. Il virus avrebbe già infettato tutti i computer dell’impianto energetico, ma senza causare danni sostanziali, stando a quanto riferito dal portavoce dello staff della centrale. “Il malware è capace di effettuare un takeover sui sistemi che controllano i processi interni di un SymantecStuxnetChart 610x406 Il nucleare in Iran fermato da un virus informatico?impianto industriale”, scrive il Times; e pare che le autorità del settore nucleare della repubblica islamica siano oltremodo preoccupate, se è vero che si è già svolto un meeting solo la settimana scorsa per discutere della situazione dell’infezione. In effetti, quello al reattore di Bushehr è solo l’ultimo dei danni che Stuxnet ha provocato in Iran. Scoperto nel luglio scorso, le statistiche dimostrano che il virus ha attaccato il 60% delle sue vittime proprio nel paese del centroasia.
ARMA INFORMATICA – C’è dunque di che pensare che il virus, come ha scritto il blog di Paolo Attivissimo, sia molto di più di un programma pirata, arrivando invece ad essere “un’arma informatica concepita per colpire un bersaglio militare ben preciso facendone andare in tilt gli apparati di controllo”. E questo bersaglio potrebbe appunto essere l’attività di produzione di energia nucleare in Iran: evidentemente, spiega un dirigente della Symantec, una delle più importanti case produttrici di software antivirus al mondo, c’era “qualcosa in Iran che aveva un valore molto, molto alto per chiunque l’abbia scritta” (l’applicazione pirata, ndr). In effetti, continua Attivissimo, “è abbastanza evidente che se un virus del genere prende il controllo di un sistema industriale, può farne saltare le sicurezze, aprendone le valvole, spegnendone gli apparati di raffreddamento o facendolo girare troppo velocemente, per esempio. Il risultato non è un crash di un PC: è un kaboom di una fabbrica, di un oleodotto, di un impianto chimico o di una centrale elettrica”. Dall’Iran fanno comunque sapere che non c’è alcuna intenzione di ritardare ulteriormente l’apertura della centrale nucleare, già programmata per lo scorso agosto e poi rimandata ad ottobre: ufficialmente, per colpa dell’arsura estiva.

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